NONO RACCONTO

 Aspettando "quella" telefonata - Paperblog

Mi chiamo G., faccio l’autista di autocarri, come hobby ho la cucina, ogni tanto vado con amici a fare gite in moto e soprattutto sono un alpino da sempre.

Nel mese di marzo 2020 mia moglie O. si è sentita male, le mancava il fiato per cui ho chiamato l’ambulanza. Alla sera ho scoperto che aveva contratto il Covid: è cominciato l’incubo.

O. è stata ricoverata per 62 giorni, i primi giorni era stazionaria.

Rinchiuso in casa aspettavo con ansia e terrore la chiamata dei medici che ogni pomeriggio mi aggiornavano sullo stato di salute di mia moglie.

Dopo qualche giorno ha iniziato a peggiorare ed è stata trasferita in rianimazione per essere intubata.

Ho il ricordo della telefonata della dottoressa che diceva che avevano fatto tutto il possibile e che attendevano come reagisse mia moglie dopo l’ennesimo tentativo di terapia.

Dopo quella telefonata mi è crollato il mondo addosso per l’impotenza e la paura di non riuscire a rivedere la mia amata O. Non riuscivo più a dormire, continuavo a mangiare e bere.

Per notti intere ho passeggiato nervosamente sul balcone chiedendomi perché fosse capitata una cosa così brutta senza trovare alcuna risposta. Quante lacrime abbiamo versato insieme ai figli di Oriana.

Dopo qualche settimana il quadro clinico di mia moglie ha cominciato a migliorare ed è uscita dalla terapia intensiva. In tutto il suo ricovero è durato 62 giorni, sono stati i 2 mesi più brutti della mia vita.

Credo che la sua guarigione sia stata un MIRACOLO.

Dopo le dimissioni, con mesi di riabilitazione, visite su visite, ho riavuto la mia O. forte e bella come prima.

G.



Questo è il racconto di un parente.

L’accenno al disease, alla malattia in sé va veloce, lui non era con la sua congiunta, è un racconto che parte nel Chaos (Frank1), nel non-senso, ma poi si intravede un futuro possibile (Launer4): la guarigione è stato un miracolo, ho riavuto la mia O. forte e bella come prima.

Non è riuscito a mettere in atto strategie per superare lo stress, l’angoscia, lo sforzo consapevole di risolvere i problemi, ma c’è un pensiero ossessivo, ruminato a lungo: per notti intere ho passeggiato nervosamente… non dormivo… mangiavo e bevevo…

E’ un anti narrazione: si nota la confusione della mente nel corpo del racconto.

E’ una racconto in cui il Chaos (Frank1) è dominante.

Non ho trovato metafore.

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